Sul sesso

Una mattina, sul primo canale tv, assisto ad uno dei tanti “dibattiti” sul rapporto, e sulla violenza, fra i sessi. Un maschio trentenne ha avuto rapporti con una “bambina” tredicenne. La didascalia, la conduttrice e tutti gli altri opinionisti reclamano una condanna dura per il violentatore. Il quale, peraltro, pare si sia scusato dicendo: «io l’amo». La 13enne, o 14enne, non si è capito, ha detto che ha consentito al rapporto. Ma il garante per i consumatori (uno non proprio bellissimo) ha contestato una signora che aveva ricordato una sua parente che trent’anni fa, 14enne, era andata a letto con un uomo che poi aveva sposato regalandogli un po’ di figli. Questi parlano di amore. Ma l’amore non è scambio di pezzi del corpo, e qui ha concluso con una sentenza memorabile: «l’amore è condivisione». Una signora ha detto di occuparsi spesso di minori (le credo: si esprime coi concetti tipici degli operatori del settore). Anche lei ha contestato il caso di trent’anni fa dicendo che allora era così ma che ora è diverso; senza spiegare perché ciò che trent’anni fa era lecito, oggi è addirittura un delitto.

Dopodiché ho spento perché potrei anticipare, parola per parola, ciò che tutti questi pensosi partecipanti affermano con vigore. Nemmeno per caso capita che ci sia qualcuno che dissente quale che sia il contesto. Come per il femminismo, anche in questo ambito, attiguo e condizionato dal femminismo, vige il pensiero unico che è l’anticamera (anzi, la camera da letto) di ogni regime autoritario. Parlano del rapporto fra maschi e donne, del sesso, dell’amore come se fossero attività da regolamentare, stabilendo i canoni comportamentali; e le severe sanzioni per chi se ne discosta.

Nello stesso tempo viene censurato e deriso come bacchettone ogni richiamo alla morigeratezza e al riserbo nella vita sessuale. Da una parte la repressione e addirittura il carcere e dall’altra la liberazione. È la schizofrenia degli esperti opinionisti che pretendono di poter guarire ignorando di aver bisogno di essere curati.

Il caravanserraglio (psicoterapeuti, mediatori di coppie, sessuologi, giudici dei minori e della famiglia, giornalisti, filosofi) espone e dispone e a me vien fatto di chiedergli come mai la loro competenza non li aiuti nella loro vita sessuale così problematica, insoddisfacente e triste.

Ne frattempo il sesso viene celebrato e praticato universalmente. Nell’intimità, nella solitudine, nel gruppo, nel commercio: dal sesso emana come una immensa nuvola carica di mani che nessuno mai terrà a freno. Perché il sesso è il fondamento primo della comunicazione. Non è competenza; è estro, libertà, piacere. È l’espediente naturale che libera l’istinto riproduttivo. Come la vita stessa è un mistero. Come la bellezza, l’arte, l’amore. Dell’amore è il risultato e la causa.

Goethe 80enne innamorato di una 18enne non mi dà scandalo. Fra i due ci fu intesa, ma il padre di lei proibì alla figlia di sposarlo. Cosa ci fu fra i due? Sesso, amore, ammirazione?

Si è detto che il maschio cerca nella femmina la buona fattrice e la femmina nel maschio colui che sa proteggere la prole. Perciò, secondo le epoche, la forza fisica, il rango, l’intelligenza, l’autorevolezza, il potere. Il maschio è eccitato dalla riservatezza della femmina (perché vuole anche la certezza della paternità) ed essa è eccitata dal potere del maschio. Se questi la compra, essa ne è lusingata. Così si spiega perché nella letteratura, nell’arte, nella storia, nella vita comune le donne, anche giovanissime, spesso amano o sposano o sono attratte dai maschi maturi o vecchi; perché raramente si innamorano di un povero.

Il sesso, vissuto in modo sano, libero, procura il piacere che non abita invece chi pretende di sottoporlo a regole.

Guai a costoro se diranno di averne competenza! Qual è la competenza nel piacere dei sedicenti esperti? Loro pensano – vogliono che maschi e femmine siano uguali e perciò si negano al piacere che vive dello scambio. La meraviglia del sesso sta nel dare e ricevere piacere. Sapere che ti piaccio aumenta il mio piacere e sapere che mi piaci aumenta il tuo.

Cari femministi ed esperti, lo scambio ha come presupposto necessario la diversità. La comunicazione è, ontologicamente, flusso e riflusso fra individui, cioè, a dire, enti distinti. È quella che dà il massimo del piacere. C’è piacere anche nella bellezza di un tramonto o di un temporale, di un coro o di uno spettacolo o nel mangiare cioccolata; esperienze in cui siamo in comunicazione con la realtà delle cose e dei fatti. Ma il vertice del piacere si trova nella comunicazione più completa del sesso o dell’amore. Il sesso è, come dice il Papa, un dono di Dio. È bellissimo e non deve essere mortificato dai moralisti. Questi, tutti in coro, si sono scandalizzati per il comportamento dell’insegnante, rimasta incinta di un suo allievo 14enne, e ne invocano l’arresto per violenza sessuale aggravata. Lei se n’è innamorata? Ancora più grave. Pensi la fedifraga agli sconquassi che ha portato alle rispettive e al “bambino”. Questa censura sembra ragionevole; senonché anche i tradimenti fra coniugi o compagni di età canoniche generano sconquassi fra le famiglie e disagi per i figli. Ogni attività umana ha ripercussioni su tutte le situazioni. È una risonanza armonica o cacofonica di tutto su tutto. È la vita: molte volte è l’amore.

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